C’era una volta una ragazza di nome Shamel, ma gli abitanti del suo paese la chiamavano Cappuccetto Rosso a causa del suo cappuccio rosso, che indossava sempre e non si toglieva mai.
A Shamel non piaceva molto far visita a sua nonna. Ma un giorno la nonna si sentì male e la mamma la costrinse ad andare a trovarla e le ordinò di portarle un cesto con una torta e del vino.
Mentre Shamel - Cappuccetto Rosso si recava a casa della nonna, fu presa da un’improvvisa sensazione di stanchezza e si sdraiò per riposarsi un po’ ai piedi di un albero.
Una strega dispettosa e soprattutto molto amante del vino, vedendola addormentata e incurante del cesto che aveva accanto, approfittò della situazione: mise nella cesta al posto del vino un elisir d’amore. Chi lo beveva si innamorava follemente della prima persona, cosa o animale che avesse visto.
Cappuccetto Rosso, svegliandosi, si rimise in viaggio, ignara che nella sua cesta non c’era più il vino datole dalla mamma. Nel tragitto incontrò un lupo, ma non c’è da preoccuparsi, perché questo lupo non è come quelli che tutti noi immaginiamo, una belva feroce e famelica e soprattutto carnivora e mangiatrice di bambine vestite di rosso. No, state tranquilli. Nulla di tutto ciò. Era un lupo vegetariano, grande amante dei prodotti della terra e frequentatore di molti agriturismi. Il povero lupo vegetariano, essendo piena estate e facendo molto caldo, aveva una terribile sete. Shamel ebbe compassione di lui e gli offrì un po’ del vino che aveva nel cesto, o meglio di quel liquido che lei pensava fosse vino. Il lupo, bevuto l’elisir, si innamorò subitamente di Cappuccetto Rosso e la seguì con gli occhi trasognati fino alla dimora della nonna di lei, cantandole con dolci ululati serenate d’amore e dedicandole poesie che iniziavano tutte con l’immagine della luna piena…
La nonna di Cappuccetto Rosso, stufa di questo lupo innamorato e sdolcinato e soprattutto dolente alle orecchie perché l’animale era proprio stonato, chiamò il cacciatore. Quest’ultimo, trovandosi da quelle parti, accorse prontamente e in un batter d’occhio con il suo fucile fece fuori il povero lupo innamorato, proprio mentre stava cantando il ritornello di una canzone che fa “Si può amare da morire, ma morire d’amore no…!”.
Cappuccetto Rosso chiese poi al cacciatore se poteva riaccompagnarla a casa. L’esperienza vissuta non era stata affatto bella e non voleva che qualche altro animale del bosco, un cervo, un cinghiale, una lince, uno scoiattolo potesse di nuovo importunarla nel viaggio di ritorno. Il cacciatore, che era un vero gentleman, la riaccompagnò. Tornati a casa della mamma di Shamel, la mamma offrì al cacciatore un bicchiere di vino, ma anche in questo caso la solita strega aveva sostituito di nascosto il vino con un elisir d’amore. Così il cacciatore si innamorò della mamma di Cappuccetto Rosso e, a differenza del lupo, fu ricambiato. I due si sposarono e vissero felici e contenti.
Cappuccetto Rosso da quel giorno evitò contatti con lupi e cani.
Al lupo gli animali del bosco dedicarono una statua per il tragico esito della sua impossibile storia d’amore e da quel giorno si guardarono bene dal fare schermaglie amorose nella vicinanze della casa della nonna. Quest’ultima, a proposito, ancora vive e mangia torte e vino senza problemi e ama vedere alla TV le sue romantiche telenovele o leggere sdolcinati fotoromanzi. Tutto sommato, esclusi i lupi, abbiamo tutti il diritto di bere un bicchiere di vino e di essere un po’romantici, no?
A Shamel non piaceva molto far visita a sua nonna. Ma un giorno la nonna si sentì male e la mamma la costrinse ad andare a trovarla e le ordinò di portarle un cesto con una torta e del vino.
Mentre Shamel - Cappuccetto Rosso si recava a casa della nonna, fu presa da un’improvvisa sensazione di stanchezza e si sdraiò per riposarsi un po’ ai piedi di un albero.
Una strega dispettosa e soprattutto molto amante del vino, vedendola addormentata e incurante del cesto che aveva accanto, approfittò della situazione: mise nella cesta al posto del vino un elisir d’amore. Chi lo beveva si innamorava follemente della prima persona, cosa o animale che avesse visto.
Cappuccetto Rosso, svegliandosi, si rimise in viaggio, ignara che nella sua cesta non c’era più il vino datole dalla mamma. Nel tragitto incontrò un lupo, ma non c’è da preoccuparsi, perché questo lupo non è come quelli che tutti noi immaginiamo, una belva feroce e famelica e soprattutto carnivora e mangiatrice di bambine vestite di rosso. No, state tranquilli. Nulla di tutto ciò. Era un lupo vegetariano, grande amante dei prodotti della terra e frequentatore di molti agriturismi. Il povero lupo vegetariano, essendo piena estate e facendo molto caldo, aveva una terribile sete. Shamel ebbe compassione di lui e gli offrì un po’ del vino che aveva nel cesto, o meglio di quel liquido che lei pensava fosse vino. Il lupo, bevuto l’elisir, si innamorò subitamente di Cappuccetto Rosso e la seguì con gli occhi trasognati fino alla dimora della nonna di lei, cantandole con dolci ululati serenate d’amore e dedicandole poesie che iniziavano tutte con l’immagine della luna piena…
La nonna di Cappuccetto Rosso, stufa di questo lupo innamorato e sdolcinato e soprattutto dolente alle orecchie perché l’animale era proprio stonato, chiamò il cacciatore. Quest’ultimo, trovandosi da quelle parti, accorse prontamente e in un batter d’occhio con il suo fucile fece fuori il povero lupo innamorato, proprio mentre stava cantando il ritornello di una canzone che fa “Si può amare da morire, ma morire d’amore no…!”.
Cappuccetto Rosso chiese poi al cacciatore se poteva riaccompagnarla a casa. L’esperienza vissuta non era stata affatto bella e non voleva che qualche altro animale del bosco, un cervo, un cinghiale, una lince, uno scoiattolo potesse di nuovo importunarla nel viaggio di ritorno. Il cacciatore, che era un vero gentleman, la riaccompagnò. Tornati a casa della mamma di Shamel, la mamma offrì al cacciatore un bicchiere di vino, ma anche in questo caso la solita strega aveva sostituito di nascosto il vino con un elisir d’amore. Così il cacciatore si innamorò della mamma di Cappuccetto Rosso e, a differenza del lupo, fu ricambiato. I due si sposarono e vissero felici e contenti.
Cappuccetto Rosso da quel giorno evitò contatti con lupi e cani.
Al lupo gli animali del bosco dedicarono una statua per il tragico esito della sua impossibile storia d’amore e da quel giorno si guardarono bene dal fare schermaglie amorose nella vicinanze della casa della nonna. Quest’ultima, a proposito, ancora vive e mangia torte e vino senza problemi e ama vedere alla TV le sue romantiche telenovele o leggere sdolcinati fotoromanzi. Tutto sommato, esclusi i lupi, abbiamo tutti il diritto di bere un bicchiere di vino e di essere un po’romantici, no?
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