sabato 21 maggio 2011

NEL MONDO DELLA POESIA

Un contadino di Milano
andò all’ospedale anche se sano.
Il dottore non gli diede niente
ma lui perse quel giorno un dente…
Chi? Quel contadino di Milano!

Un uomo alto andò sul campanile di Londra
e la notte osservava la sua ombra.
Quando fu di sotto
decise di mangiare un risotto
quell’uomo alto del campanile di Milano.

Un bambino molto piccolo di Frosinone
un giorno mangiò un grosso paninone.
E quando l’ebbe finito
cadde a terra per il mal di pancia sfinito
quel bambino ghiottone di Frosinone.

NEL MONDO DELLA POESIA

Il cane  di campagna
cercava di mangiare una lasagna.
E quando se la mangiò
un pochettino ingrassò
quel cane di campagna

Una signorina di Trieste
faceva sempre delle feste.
Un giorno la sua casa rovinò
e la mamma gliele cantò
a quella signorina di Trieste

Una bambina piccola di Spagna
mangiava solo pan di Spagna.
Un giorno si ammalò
e in ospedale andò
quella bambina piccola di Spagna

NEL MONDO DELLA POESIA

Ci siamo anche divertiti a realizzare alcune poesie nei diversi generi!

CAPPUCCETTO ROSSO IN GIALLO

La mamma disse a Cappuccetto Rosso: “Porta questo cesto alla nonna! Ma sta attenta perché c’è un lupo ricercato dalla polizia nel bosco!”.
Cappuccetto rispose: “Non ti preoccupare, seguirò i tuoi consigli! Non andrò nel bosco, ma passerò dalla nuova strada, quella che attraversa il lungo ponte nuovo”. “Sta attenta – però – ribatté la mamma – a non cadere dalla ringhiera!”.
Cappuccetto si incamminò in direzione del ponte e giunta sul luogo si accorse che era troppo elevato e lei soffriva di vertigini. Decise pertanto di passare dal bosco. Era una selva fitta e non si intravedeva neppure un filo di luce. Quando scorse la luce, Cappuccetto pensava di essere finalmente arrivata. Presa dalla gioia, sbatté la testa contro un albero e svenne. Al risveglio vide che era in braccio a un cacciatore, il quale le spiegò che era un amico. Le raccontò che l’aveva trovata a terra, svenuta, mentre era a caccia. Ma giunta a casa della nonna la trovò morta. Impaurita e in preda allo sconforto più totale corse da Sherlock Holmes al villaggio e gli chiese il suo aiuto.
L’investigatore, insieme con il suo fidato collaboratore Watson, si recò a casa della vittima per trovare degli indizi. Notarono che sul letto dell’anziana donna c’erano peli di qualche animale. Andarono in giro per il bosco e trovarono che un lupo aveva gli stessi peli di quelli rinvenuti nel letto.
Watson allora esclamò: “Sarà stato sicuramente il lupo evaso che terrorizza le persone che abitano qui!”. “Troppo elementare, Watson, anche se tanti indizi sembrano darti ragione, io credo che il lupo non abbia ucciso la povera donna”. Sherlock Holmes, infatti, sentiva dentro di sé che questo crimine non doveva essere opera del lupo, ma di qualcun altro, anche se non aveva prove certe. Volle così approfondire la questione.
Purtroppo Cappuccetto Rosso era rimasta a tal punto scossa dalla vicenda da non ricordare più nulla.  Andò così dalla mamma di Cappuccetto Rosso e le fece questo discorso: “signora, mi rendo conto che in questo momento così doloroso per lei e la sua famiglia sia difficile rispondere alle mie domande, ma lei è l’unica persona che può darci degli elementi utili per capire a fondo la vicenda. Sua mamma, per esempio, aveva ricevuto negli ultimi tempi delle minacce o si era accorta di qualcosa che non andava?”. La mamma di Cappuccetto Rosso, tra le lacrime e singhiozzando, rispose:” In effetti mia madre, al telefono, mi aveva detto di aver sentito dei rumori strani e soprattutto come dei passi di qualcuno che aveva degli stivali pesanti ed era preoccupata perché aveva ricevuto da poco un premio in denaro dall’ufficio pensionistico. Io non gli avevo dato molta retta, perché conoscevo mia mamma come una persona molto ansiosa. Forse, se gli avessi dato retta, non sarebbe morta…”. E si mise a piangere a dirotto.
Dopo ulteriori sopralluoghi intorno alla casa della vittima, Sherlock Holmes notò delle impronte di stivale intorno alla casa e alcune cartucce di fucile. L’investigatore ebbe un’intuizione: era stato il cacciatore a uccidere l’anziana nonna di Cappuccetto Rosso. Messo sotto torchio il cacciatore confessò il delitto. Aveva rubato i peli al lupo per deviare le indagini sull’animale e aveva fatto addormentare Cappuccetto Rosso. Aveva ucciso la nonna della bambina per impossessarsi dei soldi in premio ricevuti dalla donna dall’ufficio delle pensioni.
Seduto davanti al camino, Sherlock Holmes, felice di aver concluso l’ennesimo caso, disse ironicamente al suo fidato Watson: “In questa vicenda il nostro innocente lupo non solo ha perso il pelo, ma anche il vizio di uccidere!”.

VERSIONE ROSA E UN PO' IRONICA DI CAPPUCCETTO ROSSO

C’era una volta una ragazza di nome Shamel, ma gli abitanti del suo paese la chiamavano Cappuccetto Rosso a causa del suo cappuccio rosso, che indossava sempre e non si toglieva mai.
A Shamel non piaceva molto far visita a sua nonna. Ma un giorno la nonna si sentì male e la mamma la costrinse ad andare a trovarla e le ordinò di portarle un cesto con una torta e del vino.
Mentre Shamel - Cappuccetto Rosso si recava a casa della nonna, fu presa da un’improvvisa sensazione di stanchezza e si sdraiò per riposarsi un po’ ai piedi di un albero.
Una strega dispettosa e soprattutto molto amante del vino, vedendola addormentata e incurante del cesto che aveva accanto, approfittò della situazione: mise nella cesta al posto del vino un elisir d’amore. Chi lo beveva si innamorava follemente della prima persona, cosa o animale che avesse visto.
Cappuccetto Rosso, svegliandosi, si rimise in viaggio, ignara che nella sua cesta non c’era più il vino datole dalla mamma. Nel tragitto incontrò un lupo, ma non c’è da preoccuparsi, perché questo lupo non è come quelli che tutti noi immaginiamo, una belva feroce e famelica e soprattutto carnivora e mangiatrice di bambine vestite di rosso. No, state tranquilli. Nulla di tutto ciò. Era un lupo vegetariano, grande amante dei prodotti della terra e frequentatore di molti agriturismi. Il povero lupo vegetariano, essendo piena estate e facendo molto caldo, aveva una terribile sete. Shamel ebbe compassione di lui e gli offrì un po’ del vino che aveva nel cesto, o meglio di quel liquido che lei pensava fosse vino. Il lupo, bevuto l’elisir, si innamorò subitamente di Cappuccetto Rosso e la seguì con gli occhi trasognati fino alla dimora della nonna di lei, cantandole con dolci ululati serenate d’amore e dedicandole poesie che iniziavano tutte con l’immagine della luna piena…
La nonna di Cappuccetto Rosso, stufa di questo lupo innamorato e sdolcinato e soprattutto dolente alle orecchie perché l’animale era proprio stonato, chiamò il cacciatore. Quest’ultimo, trovandosi da quelle parti, accorse prontamente e in un batter d’occhio con il suo fucile fece fuori il povero lupo innamorato, proprio mentre stava cantando il ritornello di una canzone che fa “Si può amare da morire, ma morire d’amore no…!”.
Cappuccetto Rosso chiese poi al cacciatore se poteva riaccompagnarla a casa. L’esperienza vissuta non era stata affatto bella e non voleva che qualche altro animale del bosco, un cervo, un cinghiale, una lince, uno scoiattolo potesse di nuovo importunarla nel viaggio di ritorno. Il cacciatore, che era un vero gentleman, la riaccompagnò. Tornati a casa della mamma di Shamel, la mamma offrì al cacciatore un bicchiere di vino, ma anche in questo caso la solita strega aveva sostituito di nascosto il vino con un elisir d’amore. Così il cacciatore si innamorò della mamma di Cappuccetto Rosso e, a differenza del lupo, fu ricambiato. I due si sposarono e vissero felici e contenti.
Cappuccetto Rosso da quel giorno evitò contatti con lupi e cani.
Al lupo gli animali del bosco dedicarono una statua per il tragico esito della sua impossibile storia d’amore e da quel giorno si guardarono bene dal fare schermaglie amorose nella vicinanze della casa della nonna. Quest’ultima, a proposito, ancora vive e mangia torte e vino senza problemi e ama vedere alla TV le sue romantiche telenovele o leggere sdolcinati fotoromanzi. Tutto sommato, esclusi i lupi, abbiamo tutti il diritto di bere un bicchiere di vino e di essere un po’romantici, no?

CHE GENERE DI RACCONTO

Un’altra cosa che abbiamo fatto è stata quella di trasformare la fiaba di Cappuccetto Rosso in racconti di genere diverso. Ecco i risultati di questo nostro lavoro manipolatorio.

UN UOMO FRANCO

Un uomo Franco viveva in Campagna e il suo animale preferito era un Gattuso. Mentre giocavano videro un tasso grandissimo, aveva degli occhi giganti Rossi che lo potevano chiamare un Tassone. Così lo prese e diede più attenzione al Tassone e il Gattuso cercò di eliminarlo, ma non ci riuscì. Il Gattuso comprò dei Diamanti, ma l'uomo dava sempre più attenzione al Tassone. Il Gattuso sapeva che era Capece di conquistare il suo padrone, ma non sapeva proprio come fare. Così se ne andò e pensava ai giorni sereni che passava da solo. Quando partì si portò un po' di Pitt e di Meli e pensò di andare a Cosenza. Così se ne andò e non tornò mai più. Il padrone disperato cercò e ricercò il suo Gattuso, ma non riuscì a trovarlo e trascorse i suoi giorni infelice.