La mamma disse a Cappuccetto Rosso: “Porta questo cesto alla nonna! Ma sta attenta perché c’è un lupo ricercato dalla polizia nel bosco!”.
Cappuccetto rispose: “Non ti preoccupare, seguirò i tuoi consigli! Non andrò nel bosco, ma passerò dalla nuova strada, quella che attraversa il lungo ponte nuovo”. “Sta attenta – però – ribatté la mamma – a non cadere dalla ringhiera!”.
Cappuccetto si incamminò in direzione del ponte e giunta sul luogo si accorse che era troppo elevato e lei soffriva di vertigini. Decise pertanto di passare dal bosco. Era una selva fitta e non si intravedeva neppure un filo di luce. Quando scorse la luce, Cappuccetto pensava di essere finalmente arrivata. Presa dalla gioia, sbatté la testa contro un albero e svenne. Al risveglio vide che era in braccio a un cacciatore, il quale le spiegò che era un amico. Le raccontò che l’aveva trovata a terra, svenuta, mentre era a caccia. Ma giunta a casa della nonna la trovò morta. Impaurita e in preda allo sconforto più totale corse da Sherlock Holmes al villaggio e gli chiese il suo aiuto.
L’investigatore, insieme con il suo fidato collaboratore Watson, si recò a casa della vittima per trovare degli indizi. Notarono che sul letto dell’anziana donna c’erano peli di qualche animale. Andarono in giro per il bosco e trovarono che un lupo aveva gli stessi peli di quelli rinvenuti nel letto.
Watson allora esclamò: “Sarà stato sicuramente il lupo evaso che terrorizza le persone che abitano qui!”. “Troppo elementare, Watson, anche se tanti indizi sembrano darti ragione, io credo che il lupo non abbia ucciso la povera donna”. Sherlock Holmes, infatti, sentiva dentro di sé che questo crimine non doveva essere opera del lupo, ma di qualcun altro, anche se non aveva prove certe. Volle così approfondire la questione.
Purtroppo Cappuccetto Rosso era rimasta a tal punto scossa dalla vicenda da non ricordare più nulla. Andò così dalla mamma di Cappuccetto Rosso e le fece questo discorso: “signora, mi rendo conto che in questo momento così doloroso per lei e la sua famiglia sia difficile rispondere alle mie domande, ma lei è l’unica persona che può darci degli elementi utili per capire a fondo la vicenda. Sua mamma, per esempio, aveva ricevuto negli ultimi tempi delle minacce o si era accorta di qualcosa che non andava?”. La mamma di Cappuccetto Rosso, tra le lacrime e singhiozzando, rispose:” In effetti mia madre, al telefono, mi aveva detto di aver sentito dei rumori strani e soprattutto come dei passi di qualcuno che aveva degli stivali pesanti ed era preoccupata perché aveva ricevuto da poco un premio in denaro dall’ufficio pensionistico. Io non gli avevo dato molta retta, perché conoscevo mia mamma come una persona molto ansiosa. Forse, se gli avessi dato retta, non sarebbe morta…”. E si mise a piangere a dirotto.
Dopo ulteriori sopralluoghi intorno alla casa della vittima, Sherlock Holmes notò delle impronte di stivale intorno alla casa e alcune cartucce di fucile. L’investigatore ebbe un’intuizione: era stato il cacciatore a uccidere l’anziana nonna di Cappuccetto Rosso. Messo sotto torchio il cacciatore confessò il delitto. Aveva rubato i peli al lupo per deviare le indagini sull’animale e aveva fatto addormentare Cappuccetto Rosso. Aveva ucciso la nonna della bambina per impossessarsi dei soldi in premio ricevuti dalla donna dall’ufficio delle pensioni.
Seduto davanti al camino, Sherlock Holmes, felice di aver concluso l’ennesimo caso, disse ironicamente al suo fidato Watson: “In questa vicenda il nostro innocente lupo non solo ha perso il pelo, ma anche il vizio di uccidere!”.
Cappuccetto rispose: “Non ti preoccupare, seguirò i tuoi consigli! Non andrò nel bosco, ma passerò dalla nuova strada, quella che attraversa il lungo ponte nuovo”. “Sta attenta – però – ribatté la mamma – a non cadere dalla ringhiera!”.
Cappuccetto si incamminò in direzione del ponte e giunta sul luogo si accorse che era troppo elevato e lei soffriva di vertigini. Decise pertanto di passare dal bosco. Era una selva fitta e non si intravedeva neppure un filo di luce. Quando scorse la luce, Cappuccetto pensava di essere finalmente arrivata. Presa dalla gioia, sbatté la testa contro un albero e svenne. Al risveglio vide che era in braccio a un cacciatore, il quale le spiegò che era un amico. Le raccontò che l’aveva trovata a terra, svenuta, mentre era a caccia. Ma giunta a casa della nonna la trovò morta. Impaurita e in preda allo sconforto più totale corse da Sherlock Holmes al villaggio e gli chiese il suo aiuto.
L’investigatore, insieme con il suo fidato collaboratore Watson, si recò a casa della vittima per trovare degli indizi. Notarono che sul letto dell’anziana donna c’erano peli di qualche animale. Andarono in giro per il bosco e trovarono che un lupo aveva gli stessi peli di quelli rinvenuti nel letto.
Watson allora esclamò: “Sarà stato sicuramente il lupo evaso che terrorizza le persone che abitano qui!”. “Troppo elementare, Watson, anche se tanti indizi sembrano darti ragione, io credo che il lupo non abbia ucciso la povera donna”. Sherlock Holmes, infatti, sentiva dentro di sé che questo crimine non doveva essere opera del lupo, ma di qualcun altro, anche se non aveva prove certe. Volle così approfondire la questione.
Purtroppo Cappuccetto Rosso era rimasta a tal punto scossa dalla vicenda da non ricordare più nulla. Andò così dalla mamma di Cappuccetto Rosso e le fece questo discorso: “signora, mi rendo conto che in questo momento così doloroso per lei e la sua famiglia sia difficile rispondere alle mie domande, ma lei è l’unica persona che può darci degli elementi utili per capire a fondo la vicenda. Sua mamma, per esempio, aveva ricevuto negli ultimi tempi delle minacce o si era accorta di qualcosa che non andava?”. La mamma di Cappuccetto Rosso, tra le lacrime e singhiozzando, rispose:” In effetti mia madre, al telefono, mi aveva detto di aver sentito dei rumori strani e soprattutto come dei passi di qualcuno che aveva degli stivali pesanti ed era preoccupata perché aveva ricevuto da poco un premio in denaro dall’ufficio pensionistico. Io non gli avevo dato molta retta, perché conoscevo mia mamma come una persona molto ansiosa. Forse, se gli avessi dato retta, non sarebbe morta…”. E si mise a piangere a dirotto.
Dopo ulteriori sopralluoghi intorno alla casa della vittima, Sherlock Holmes notò delle impronte di stivale intorno alla casa e alcune cartucce di fucile. L’investigatore ebbe un’intuizione: era stato il cacciatore a uccidere l’anziana nonna di Cappuccetto Rosso. Messo sotto torchio il cacciatore confessò il delitto. Aveva rubato i peli al lupo per deviare le indagini sull’animale e aveva fatto addormentare Cappuccetto Rosso. Aveva ucciso la nonna della bambina per impossessarsi dei soldi in premio ricevuti dalla donna dall’ufficio delle pensioni.
Seduto davanti al camino, Sherlock Holmes, felice di aver concluso l’ennesimo caso, disse ironicamente al suo fidato Watson: “In questa vicenda il nostro innocente lupo non solo ha perso il pelo, ma anche il vizio di uccidere!”.
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